Normativa e Governance AI Scuola

DM 166/2025: Linee Guida MIM sull'Intelligenza Artificiale a Scuola

Il Decreto Ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025 ha introdotto le prime linee guida ufficiali per l'uso dell'intelligenza artificiale nelle scuole italiane, con un framework operativo in cinque fasi e obblighi specifici per gli istituti in qualità di deployer.

AP
Antonio Pisante·CEO, Yellow Tech·

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Cos'è il DM 166/2025 e Cosa Prevede

Il Decreto Ministeriale n. 166 del 9 agosto 2025, pubblicato il 29 agosto 2025, è il provvedimento con cui il Ministero dell'Istruzione e del Merito ha adottato le prime 'Linee guida per l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche'. Il decreto riguarda specificamente l'implementazione di un servizio digitale in materia di intelligenza artificiale nell'ambito della piattaforma UNICA (unica.istruzione.gov.it), ed è entrato in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul sito ministeriale, cioè il 2 settembre 2025.

Le linee guida — versione 1.0, il che implica futuri aggiornamenti — si rivolgono a tutte le componenti della comunità scolastica: dirigenti per la governance, docenti per l'uso didattico, studenti per l'uso autonomo, famiglie per la supervisione. Il documento combina indicazioni operative con riflessioni pedagogiche ed etiche, fornendo un quadro di riferimento unitario per un ambito fino a quel momento privo di orientamenti ministeriali specifici.

Il DM 166/2025 si colloca in un momento di forte accelerazione normativa: l'AI Act europeo (Reg. UE 2024/1689) era già in vigore con i primi divieti applicabili da febbraio 2025, il bando DM 219/2025 stava per essere lanciato con 100 milioni di euro di fondi PNRR per la formazione AI nelle scuole, e le raccomandazioni UNESCO sull'AI in education del 2023 richiedevano un recepimento nazionale. Le linee guida rispondono a tutte queste esigenze contemporaneamente.

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I Principi Chiave delle Linee Guida

Le linee guida si fondano su quattro pilastri: centralità della persona, equità e inclusione, etica e responsabilità, trasparenza e spiegabilità. Questi principi non sono enunciazioni astratte: il documento li traduce in criteri operativi che orientano ogni decisione sull'adozione di strumenti AI in ambito scolastico.

La centralità della persona significa che l'AI è uno strumento al servizio degli obiettivi educativi, non un fine in sé. Ogni adozione va valutata rispetto al contributo effettivo agli apprendimenti degli studenti, non rispetto alla novità tecnologica. Il principio di equità impone che l'AI non accentui le disuguaglianze esistenti nel sistema educativo: le scuole devono garantire accesso equo agli strumenti per tutti gli studenti, indipendentemente dalle risorse economiche o tecnologiche delle famiglie.

L'etica e la responsabilità si traducono in un vincolo preciso: l'AI non può prendere decisioni pedagogiche, valutative o disciplinari. Il docente conserva la piena responsabilità delle scelte educative, mentre l'AI resta uno strumento di supporto per attività ripetitive o analitiche. La trasparenza impone che le decisioni algoritmiche siano spiegabili e comprensibili per utenti e responsabili. Il documento richiama esplicitamente il metodo HUDERIA, sviluppato dal Consiglio d'Europa, che include l'analisi contestuale COBRA (Contextualisation of Risks and Benefits Analysis) e il coinvolgimento attivo degli stakeholder tramite il SEP (Stakeholder Engagement Plan).

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Cosa Devono Fare le Scuole come Deployer

Le linee guida definiscono le scuole come deployer di sistemi AI, il termine tecnico dell'AI Act per indicare gli utilizzatori professionali. Questa qualifica comporta obblighi specifici che il DM 166/2025 declina nel contesto scolastico, andando oltre le indicazioni generiche del Regolamento europeo.

Le scuole devono individuare fornitori di sistemi AI dotati di certificazioni e garanzie di sicurezza, trasparenza e tracciabilità. Il documento indica esplicitamente standard come la certificazione ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni e la qualificazione AgID per i servizi SaaS nel contesto della Pubblica Amministrazione italiana. Si tratta di requisiti verificabili e oggettivi, che le scuole possono — e devono — richiedere ai fornitori prima di adottare qualsiasi strumento AI.

Gli altri obblighi per le scuole come deployer includono: assicurare una gestione responsabile dei dati capace di garantire sicurezza, riservatezza e integrità delle informazioni; garantire equità e trasparenza dei modelli utilizzati; e stabilire accordi chiari con i fornitori che definiscano il livello dei servizi di assistenza, manutenzione e le modalità di risoluzione di eventuali problemi. Questi obblighi non sono opzionali: discendono dall'AI Act e le linee guida ne chiariscono l'applicazione pratica nel contesto scolastico.

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Privacy e Protezione dei Dati degli Studenti

Il DM 166/2025 dedica un'attenzione specifica alla protezione dei dati personali, con particolare riguardo ai minori. Le linee guida richiamano il pieno rispetto delle normative nazionali ed europee (GDPR, Codice Privacy italiano) e introducono un principio particolarmente significativo: il diritto alla non partecipazione.

Questo diritto significa che ogni studente — e le famiglie per i minori — può scegliere di non contribuire con i propri dati all'addestramento di sistemi AI, senza che questa scelta comporti discriminazioni o limitazioni nel percorso formativo. È un principio inedito nella normativa scolastica italiana, che tutela la libertà individuale nell'ecosistema digitale della scuola e che impone agli istituti di prevedere alternative concrete per chi esercita questa facoltà.

Sul piano operativo, le scuole devono garantire ai genitori la massima chiarezza sul trattamento dei dati dei minori. Questo si traduce nell'obbligo di aggiornare le informative privacy ogni volta che vengono introdotti strumenti AI che trattano dati personali degli studenti, di verificare che i fornitori offrano garanzie contrattuali adeguate (DPA, server localizzati in UE o con garanzie equivalenti, politiche chiare sulla non utilizzazione dei dati per l'addestramento dei modelli) e di coinvolgere il DPO nella valutazione di ogni nuovo strumento. Le linee guida improntano l'utilizzo dei sistemi AI al principio di prudenza, che nella pratica significa: nel dubbio, tutelare il minore.

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Il Ruolo del Dirigente Scolastico

Le linee guida attribuiscono al dirigente scolastico la responsabilità primaria nella governance dei sistemi AI adottati dall'istituto. Non si tratta di un ruolo tecnico — il dirigente non deve diventare un esperto AI — ma di un ruolo strategico: definire la visione dell'istituto sull'AI, garantire una chiara definizione dei ruoli, promuovere un utilizzo consapevole ed etico delle tecnologie.

In termini operativi, il dirigente deve coordinare le diverse fasi di introduzione dell'AI secondo il modello in cinque fasi previsto dalle linee guida: Definizione (individuare i bisogni della scuola e capire dove l'AI può essere utile), Pianificazione (dettagliare il progetto e identificare i rischi legati a privacy, errori, bias), Adozione (introdurre gradualmente l'AI con formazione e comunicazione per tutti), Monitoraggio (controllare il progresso e gli impatti in corso d'opera), e Valutazione (analizzare i risultati e condividere le buone pratiche sulla piattaforma UNICA).

I dirigenti scolastici e i DSGA assumono quindi il ruolo di deployer con responsabilità dirette nella scelta, valutazione e monitoraggio dei sistemi AI. Le linee guida raccomandano di individuare referenti interni che fungano da task force per il progetto e di occuparsi della formazione del corpo docente. Un aspetto critico segnalato da più osservatori è che il documento assegna responsabilità significative ai dirigenti senza definire in modo preciso come debbano essere supportati e formati. Il DM 219/2025, con i fondi PNRR per la formazione, rappresenta una risposta parziale a questa lacuna.

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Il Framework Operativo in Cinque Fasi per l'Introduzione dell'AI

Il cuore pratico delle linee guida è il modello di implementazione in cinque fasi cicliche, pensato per guidare le scuole nell'introduzione strutturata dell'AI. La ciclicità è un elemento chiave: il modello non è lineare ma iterativo, ogni ciclo genera apprendimenti che alimentano il ciclo successivo.

Nella fase di Definizione, la scuola identifica i bisogni specifici e coinvolge la comunità scolastica per capire in quali ambiti l'AI può apportare valore. Non si parte dalla tecnologia, ma dai problemi da risolvere: personalizzazione degli apprendimenti, efficienza amministrativa, supporto agli studenti con BES, differenziazione didattica. Nella Pianificazione, il progetto viene dettagliato e si identificano i rischi: privacy, accuratezza degli output, dipendenza tecnologica, impatto sulle pratiche valutative. È in questa fase che si selezionano i fornitori secondo i criteri di certificazione previsti dalle linee guida.

L'Adozione è graduale: si parte con un gruppo ristretto di docenti formati, si testa lo strumento in contesti controllati, si raccolgono feedback prima dell'estensione a tutto l'istituto. Il Monitoraggio è continuo e non si limita agli aspetti tecnici: include la valutazione dell'impatto pedagogico, il livello di soddisfazione di docenti e studenti, l'effettivo rispetto delle regole d'uso. La fase di Valutazione finale produce un bilancio documentato che la scuola può condividere attraverso la mappa delle sperimentazioni sulla piattaforma UNICA, contribuendo alla costruzione di una base di conoscenza nazionale.

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Come le Linee Guida si Collegano al DM 219/2025 e alla Formazione

Il DM 166/2025 e il DM 219/2025 sono provvedimenti complementari: il primo fornisce il quadro di riferimento normativo e pedagogico, il secondo mette a disposizione le risorse economiche per attuarlo. Il DM 219 del 11 novembre 2025 ha stanziato 100 milioni di euro di fondi PNRR per la formazione AI nelle scuole, con contributi fino a 50.000 euro per istituto attraverso la costituzione di Snodi formativi per la transizione digitale.

Le linee guida del DM 166 definiscono i principi e gli standard a cui la formazione deve conformarsi. L'Avviso pubblico n. 73226 del 27 marzo 2026, attuativo del DM 219, richiama esplicitamente le linee guida come quadro di riferimento per i percorsi formativi. Le scuole che progettano la formazione nell'ambito dei fondi PNRR devono quindi strutturare i percorsi in coerenza con i principi e le indicazioni operative del DM 166.

Questo collegamento ha implicazioni pratiche dirette: la formazione finanziata dal DM 219 non deve essere solo tecnica (insegnare a usare gli strumenti), ma deve includere la dimensione etica, normativa e pedagogica delineata dalle linee guida. ScuolaTech progetta i percorsi formativi per le scuole tenendo conto di entrambi i quadri di riferimento, integrando le competenze operative con la consapevolezza normativa richiesta dal DM 166/2025. Per informazioni: info@scuolatech.com o +39 345 5968 376.

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Domande frequenti

Il DM 166/2025 è vincolante per le scuole?

Il DM 166/2025 è un decreto ministeriale che istituisce un servizio digitale sulla piattaforma UNICA. Le linee guida allegate, pur non avendo il valore coercitivo di una legge, costituiscono il riferimento ufficiale del Ministero dell'Istruzione e del Merito. Le scuole sono invitate a conformarsi alle indicazioni contenute nel documento, che d'altra parte traduce in contesto scolastico obblighi già vincolanti derivanti dall'AI Act europeo e dal GDPR. Ignorare le linee guida non esonera dall'obbligo di rispettare la normativa europea.

Quali certificazioni devono avere i fornitori di strumenti AI per le scuole?

Le linee guida indicano che le scuole, in qualità di deployer, devono individuare fornitori dotati di certificazioni e garanzie di sicurezza, trasparenza e tracciabilità. Il documento cita esplicitamente la certificazione ISO/IEC 27001 per la sicurezza delle informazioni e la qualificazione AgID per i servizi SaaS, particolarmente rilevante nel contesto italiano della Pubblica Amministrazione. Questi requisiti si aggiungono alle garanzie GDPR (DPA, localizzazione dei dati, politiche di non addestramento).

Cosa significa il diritto alla non partecipazione?

È il principio secondo cui ogni studente e le relative famiglie possono scegliere di non contribuire con i propri dati all'addestramento di sistemi AI, senza che questa scelta comporti discriminazioni o limitazioni nel percorso formativo. In pratica, la scuola deve prevedere alternative per gli studenti che esercitano questa facoltà e non può condizionare l'accesso ai servizi educativi alla cessione di dati personali per finalità di addestramento AI.

Come si collega il DM 166/2025 alla piattaforma UNICA?

Il DM 166/2025 istituisce un servizio digitale specifico sull'AI all'interno della piattaforma UNICA (unica.istruzione.gov.it). Il servizio include due componenti: la sezione 'Linee guida IA', accessibile pubblicamente, dove le scuole possono consultare le linee guida in formato interattivo, e la sezione 'Progetti IA', riservata ai dirigenti e al personale amministrativo nell'area privata, dove è possibile inserire e consultare progetti AI attraverso una mappa interattiva delle sperimentazioni.

Le linee guida del DM 166 sostituiscono quelle già trattate nella guida sulle linee guida MIM?

Sono lo stesso documento. Le 'Linee guida per l'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nelle Istituzioni scolastiche' pubblicate il 9 agosto 2025 sono l'allegato al DM 166/2025. Il decreto è il provvedimento formale che le adotta e ne istituisce il servizio digitale su UNICA. Questa guida approfondisce gli aspetti normativi e gli obblighi derivanti dal decreto, mentre la guida sulle linee guida MIM si concentra sulle implicazioni pedagogiche e didattiche.

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