Cos'è la Parte B e Perché Riguarda gli Studenti
Nel bando DM 219/2025, la Parte B non è solo l'acquisto di attrezzature: include anche le attività laboratoriali in cui il personale formato mette in pratica le competenze acquisite lavorando direttamente con gli studenti. Almeno il 50% del budget totale deve andare alla Parte B, il che significa che le scuole non possono limitarsi a formare i docenti senza attivare laboratori reali con le classi.
Questa scelta del legislatore è deliberata: l'obiettivo del bando non è solo aggiornare le competenze del personale, ma trasformare la didattica ordinaria. Un docente formato che non sperimenta mai con i propri studenti non produce cambiamento. I laboratori Parte B sono lo strumento per rendere concreta questa trasformazione, creando esperienze di apprendimento con l'AI per migliaia di studenti italiani.
Dal punto di vista organizzativo, i laboratori Parte B si svolgono in orario scolastico (o extrascolastico se concordato con le famiglie), in presenza fisica, con la supervisione di almeno un docente formato. Sono attività strutturate — non uso libero degli strumenti — con obiettivi didattici definiti, output attesi e momenti di riflessione critica. La documentazione di queste attività (fogli firma, descrizione delle attività, fotografie se autorizzate) è necessaria per la rendicontazione.
Requisiti Minimi per i Laboratori Parte B
Il bando DM 219/2025 stabilisce alcuni requisiti minimi per i laboratori destinati agli studenti. Il primo è la presenza di almeno cinque unità di personale formato tra i supervisori delle attività laboratoriali: non è sufficiente un solo docente per un'intera scuola. Questo requisito rafforza l'importanza di formare un gruppo critico di personale, non singole figure isolate.
Il secondo requisito è la modalità esclusivamente in presenza: a differenza di alcune componenti della Parte A (formazione docenti che può essere blended), i laboratori con gli studenti devono svolgersi fisicamente nello spazio scolastico. Questo ha implicazioni logistiche precise: serve un'aula adeguata, i dispositivi devono essere disponibili, la connettività deve essere stabile. La pianificazione degli spazi va fatta con anticipo, specialmente nelle scuole dove il laboratorio informatico è condiviso tra più classi.
Il terzo requisito riguarda la coerenza con gli obiettivi del bando: le attività laboratoriali devono essere focalizzate sull'intelligenza artificiale, non genericamente sull'uso del computer o del digitale. Questo significa che ogni laboratorio deve includere almeno uno strumento AI, un momento di analisi critica del suo funzionamento, e un output che dimostri l'interazione con l'AI. La documentazione deve riflettere questa coerenza.
Tipologie di Laboratorio: Cosa è Possibile Fare
Le tipologie di laboratorio finanziabili con la Parte B sono variegate. Laboratori creativi: gli studenti usano strumenti di generazione di immagini (Canva AI, DALL-E) o di testo (ChatGPT) per produrre elaborati originali — racconti illustrati, campagne di comunicazione, presentazioni multimediali. Il docente guida il processo critico: il prodotto AI è il punto di partenza, non il punto di arrivo.
Laboratori analitici: gli studenti raccolgono dati reali (sondaggi scolastici, esperimenti in scienze, rilevazioni meteorologiche) e li analizzano con strumenti AI — fogli di calcolo con funzioni AI, Python con supporto di assistenti AI, strumenti di visualizzazione dati. Il focus è sul processo di analisi e sull'interpretazione critica dei risultati.
Laboratori etici: discussioni strutturate sull'impatto dell'AI nella società, simulazioni di bias algoritmici, analisi di deepfake, dibattiti su privacy e sorveglianza digitale. Questi laboratori non richiedono grandi attrezzature ma richiedono una preparazione didattica approfondita da parte del docente. Laboratori di problem solving: gli studenti usano l'AI come strumento per risolvere problemi reali legati al contesto locale (migliorare la comunicazione scolastica, analizzare un problema urbanistico del quartiere, progettare una soluzione AI per un'esigenza della comunità).
Struttura Pratica di un Laboratorio AI: Step by Step
Un laboratorio AI ben strutturato si articola tipicamente in cinque fasi. Fase 1 — Attivazione (15-20 minuti): il docente introduce l'obiettivo del laboratorio, lo strumento AI che verrà usato e le regole di ingaggio (cosa possono fare, cosa non devono fare, come documentare il lavoro). È il momento in cui si crea la cornice didattica e si gestiscono le aspettative.
Fase 2 — Esplorazione guidata (20-30 minuti): tutta la classe esplora lo strumento insieme, con il docente che proietta la schermata e guida le prime interazioni. Questa fase riduce il disorientamento e permette al docente di mostrare sia le funzionalità che i limiti dello strumento in modo controllato. È il momento in cui emergono le prime domande critiche ('perché ha risposto così?', 'è vero quello che dice?').
Fase 3 — Lavoro autonomo o in gruppo (30-45 minuti): gli studenti lavorano su una consegna specifica con obiettivo e output definiti. Il docente circola, supporta e osserva. Fase 4 — Debrief critico (15-20 minuti): condivisione dei risultati, analisi degli errori dell'AI, discussione sulle scelte fatte. Fase 5 — Documentazione (10 minuti): ogni studente scrive brevemente cosa ha imparato e come valuterebbe lo strumento usato. Questa riflessione metacognitiva è preziosa sia didatticamente che per la rendicontazione.
Dotazione Tecnologica per i Laboratori Parte B
La scelta delle attrezzature da acquistare con la Parte B deve essere coerente con le tipologie di laboratorio pianificate. Per laboratori creativi e analitici è sufficiente un computer o tablet per studente (o per coppia), connessione internet stabile, account su piattaforme AI appropriate per la fascia d'età. Per laboratori più avanzati (programmazione, robotica AI, analisi dati complessa) possono servire dispositivi con maggiore potenza di calcolo.
Una considerazione importante riguarda la sostenibilità oltre il finanziamento PNRR: le attrezzature acquistate resteranno nelle scuole per anni. Vale la pena scegliere dispositivi con buone garanzie, facilmente aggiornabili e gestibili dal punto di vista IT. I dispositivi economici ma difficili da mantenere diventano un peso invece che una risorsa. Richiedere ai fornitori informazioni specifiche su garanzie, assistenza e aggiornamenti software è parte della due diligence prima dell'acquisto.
Per le licenze software, preferire soluzioni con licenza scolastica (education plan) che offrono condizioni migliori e maggiori garanzie di conformità con le normative sulla protezione dei dati dei minori. Microsoft Education, Google Workspace for Education e Canva for Education hanno piani specifici per le scuole con tutele adeguate. Acquistare licenze consumer per uso scolastico con dati di minori è un rischio legale che le scuole devono evitare.
Integrazione con il Curricolo: Laboratori Non Isolati
Il rischio più comune nei laboratori AI è che diventino eventi isolati — un pomeriggio speciale, un'attività extra — senza connessione con il normale percorso didattico. Questo approccio riduce significativamente l'impatto sulla formazione degli studenti e non produce cambiamento stabile nella didattica.
L'integrazione curricolare richiede che il docente pianifichi il laboratorio come parte di una sequenza didattica: cosa gli studenti hanno studiato prima del laboratorio che mette le basi per l'attività AI, e cosa faremo dopo il laboratorio che capitalizza su quanto sperimentato. Un laboratorio sull'analisi dei dati climatici con Python e AI, ad esempio, è molto più efficace se si inserisce in un'unità di scienze sulla crisi climatica che già usa dati quantitativi.
Le scuole che ottengono i risultati migliori trattano i laboratori AI come pratiche che si integrano nel curricolo, non come aggiunte al curricolo. ScuolaTech supporta i docenti nella progettazione di queste sequenze didattiche integrate, partendo sempre dalla mappa delle competenze disciplinari da sviluppare e identificando i punti di innesto naturale per le attività AI.
Documentazione e Rendicontazione dei Laboratori
La documentazione dei laboratori Parte B è essenziale per la rendicontazione del bando DM 219/2025. Ogni attività laboratoriale deve essere registrata con: data e ora, aula utilizzata, docente responsabile, numero di studenti partecipanti, descrizione sintetica dell'attività svolta, strumenti AI utilizzati, output prodotti dagli studenti. Non è necessario raccogliere i lavori di ogni singolo studente, ma è utile conservare alcuni esempi rappresentativi.
I fogli firma delle presenze sono obbligatori per le attività con personale scolastico (Parte A), mentre per le attività con studenti la documentazione può seguire i formati già in uso nella scuola per le attività extracurricolari o i progetti PTOF. Il consiglio pratico è usare un formato uniforme fin dall'inizio, per non dover raccogliere documentazione eterogenea in fase di rendicontazione.
Le fotografie delle attività (con autorizzazione firmata dai genitori, già presente nella maggior parte delle scuole per l'uso di immagini in contesti istituzionali) sono utili non solo per la rendicontazione ma anche per la comunicazione sui social media istituzionali e sul sito della scuola. Documentare visivamente i laboratori crea testimonianza del lavoro svolto e può essere usato per sensibilizzare altre famiglie e scuole. Per domande sulla gestione amministrativa dei laboratori Parte B: info@scuolatech.com.