Cosa Significa 'Corsi AI Gratuiti per le Scuole'
Quando si parla di corsi AI gratuiti per le scuole, si fa riferimento a un meccanismo preciso: il Ministero dell'Istruzione e del Merito, attraverso il bando DM 219/2025, eroga contributi PNRR alle scuole statali per coprire integralmente i costi della formazione AI del proprio personale. La scuola non paga il corso: lo paga lo Stato, con fondi europei del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
Il processo funziona così: la scuola presenta una domanda su Scuola Futura (il portale del MIM), riceve un contributo fino a 50.000 euro, acquista la formazione da un fornitore accreditato tramite MePA, realizza le attività formative e infine rendiconta le spese con la documentazione richiesta. Il contributo viene erogato a rimborso o in anticipazione, a seconda delle modalità previste dal bando.
Il termine 'gratuiti' è quindi corretto nella prospettiva del singolo docente o del singolo dipendente: non pagano nulla di tasca propria. La scuola come istituzione gestisce il flusso finanziario, ma è interamente coperta dal contributo ministeriale se rispetta i requisiti del bando. Non ci sono cofinanziamenti obbligatori: il 100% delle spese ammissibili è a carico dei fondi PNRR.
A Chi Spettano i Fondi: Requisiti di Ammissibilità
Non tutte le scuole possono accedere ai fondi del DM 219/2025. I soggetti ammissibili sono esclusivamente le istituzioni scolastiche statali: scuole dell'infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado, istituti comprensivi, istituti tecnici superiori (ITS). Le scuole paritarie, private, e gli enti di formazione professionale non possono accedere direttamente al bando.
Non esistono requisiti legati alle dimensioni della scuola, alla regione geografica o ai risultati scolastici: qualsiasi scuola statale può partecipare, dalla piccola scuola rurale montana all'istituto tecnico urbano di grandi dimensioni. L'unico prerequisito pratico è avere accesso funzionante alla piattaforma Scuola Futura con le credenziali SPID o CIE del dirigente scolastico (o di un suo delegato formalmente nominato).
Le scuole che hanno già partecipato al DM 66/2023 e hanno eventuali pendenze amministrative legate a quel bando potrebbero incontrare ostacoli. Prima di avviare la procedura per il DM 219, è opportuno verificare che la rendicontazione del bando precedente sia regolarmente chiusa, contattando se necessario l'Ufficio Scolastico Regionale di riferimento.
Quanto Vale il Contributo e Come è Suddiviso
Il contributo massimo per ogni istituto scolastico è di 50.000 euro. L'importo effettivo assegnato dipende dalla dimensione dell'istituto (numero di dipendenti) e dalla qualità del piano formativo presentato, secondo i criteri di priorità definiti dal bando. Scuole più grandi possono ricevere contributi più elevati, fino al massimo.
Il contributo si divide obbligatoriamente in due parti. La Parte A copre la formazione del personale: corsi per docenti, ATA, il modulo A10 obbligatorio di formazione dei formatori. La Parte B copre l'acquisto di laboratori e attrezzature tecnologiche per la didattica AI: hardware (computer, tablet, dispositivi), software e licenze, upgrade della connettività. Il vincolo più importante: almeno il 50% del contributo totale deve essere speso in Parte B. Una scuola che riceve 50.000 euro deve destinarne almeno 25.000 a laboratori e attrezzature.
Questa suddivisione ha una logica precisa: il bando non vuole solo formare il personale, ma anche dotare le scuole degli strumenti necessari per continuare a fare didattica AI dopo la fine del finanziamento. Le attrezzature acquistate con la Parte B rimangono nella scuola per anni, moltiplicando l'impatto dell'investimento iniziale.
Passo Uno: Pianificazione Interna
Prima di muoversi verso l'esterno (piattaforme, fornitori, procedure), ogni scuola deve completare una fase di pianificazione interna. Il primo passo è nominare un referente di progetto: una persona con tempo dedicato alla gestione operativa del bando, diversa dal dirigente scolastico che ha visione d'insieme ma non può seguire i dettagli amministrativi quotidiani. Nei casi migliori, questo ruolo viene assunto dal DSGA o da un docente con esperienza di gestione progetti PNRR.
Il secondo passo è mappare il fabbisogno formativo: quante persone formare (con margine del 20-30% rispetto al minimo di 50 per coprire eventuali abbandoni), quali figure prioritarie, che tipo di percorso (base, avanzato, ATA, modulo A10). Questa mappa è la base per costruire il piano formativo che verrà inserito nella domanda su Scuola Futura.
Il terzo passo è stimare il budget Parte B: identificare le attrezzature che la scuola vuole acquistare, raccogliere preventivi informali da fornitori di hardware e software, stimare il costo. Solo dopo aver definito la Parte B si può calcolare quanto rimane per la Parte A (formazione). Questo ordine — Parte B prima, Parte A dopo — evita il problema frequente di sbilanciare il budget verso la formazione e dover poi correre a comprare attrezzature all'ultimo momento.
Passo Due: Scelta del Fornitore e Procedura MePA
La scelta del fornitore è uno dei passaggi più critici dell'intero percorso. Il fornitore deve essere accreditato sul MePA (Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione) nella categoria merceologica dei servizi formativi, avere DURC regolare, assenza di cause ostative antimafia, e esperienza documentabile nella formazione AI per scuole. Richiedere al fornitore queste verifiche prima di avviare qualsiasi procedura è una pratica corretta e necessaria.
La procedura di acquisto sul MePA si svolge in due modalità principali. L'Ordine Diretto di Acquisto (ODA) è più rapido ed è adatto quando il servizio è già presente nel catalogo MePA con prezzo fisso. La Richiesta di Offerta (RdO) è più flessibile e adatta a progetti formativi complessi e personalizzati: la scuola descrive il proprio fabbisogno e riceve offerte da più fornitori. I tempi medi per completare una procedura MePA sono 15-20 giorni lavorativi: questo significa che le scuole devono avviare la procedura entro fine marzo 2026 per rispettare la scadenza del 17 aprile.
ScuolaTech è presente sul MePA e dispone di un team amministrativo dedicato che supporta le scuole nella predisposizione della documentazione richiesta per la procedura. Avendo già accompagnato oltre 450 scuole nel percorso del DM 66/2023, il team conosce le criticità più frequenti e può aiutare a evitarle. Per informazioni: info@scuolatech.com o +39 345 5968 376.
Passo Tre: Presentazione della Domanda su Scuola Futura
La domanda si presenta esclusivamente sulla piattaforma Scuola Futura (scuolafutura.istruzione.it), accessibile con SPID o CIE del dirigente o di un suo delegato. La compilazione richiede: inserimento del piano formativo dettagliato (destinatari, contenuti, ore, fornitore), upload dei documenti richiesti (delibera del Consiglio di Istituto, preventivo o contratto con il fornitore, dichiarazione del dirigente), e firma digitale qualificata.
Alcune indicazioni pratiche per evitare problemi tecnici: accedere alla piattaforma con anticipo per verificare le credenziali e familiarizzare con l'interfaccia; salvare frequentemente il lavoro perché la piattaforma disconnette dopo periodi di inattività; non lasciare la compilazione incompleta per ore; verificare la validità della firma digitale prima di procedere con l'upload. Se si incontrano problemi tecnici, il servizio di help desk del MIM è raggiungibile tramite il portale Scuola Futura.
La domanda deve essere inviata entro il 17 aprile 2026. Dopo l'invio, la scuola riceve una ricevuta di protocollo che attesta la presentazione. L'istruttoria viene svolta dall'Ufficio Scolastico Regionale competente. I tempi di risposta variano da regione a regione, ma in genere l'esito arriva entro 30-45 giorni dalla scadenza. Le scuole ammesse ricevono una comunicazione formale con l'importo assegnato e le istruzioni per avviare le attività.
Passo Quattro: Realizzazione delle Attività e Rendicontazione
Dopo l'ammissione, le attività formative possono iniziare. La documentazione è il nervo del progetto: ogni sessione formativa deve avere un registro presenze nominativo firmato dai partecipanti, ogni corso deve produrre certificati individuali verificabili al termine, ogni acquisto Parte B deve avere fattura e bolla di consegna. Raccogliere questa documentazione in tempo reale — non a posteriori — è la differenza tra una rendicontazione fluida e una settimana di lavoro convulso all'ultimo momento.
La buona pratica è creare fin dall'inizio una cartella condivisa digitale (Google Drive, SharePoint, Teams) dove raccogliere tutta la documentazione: contratti, fatture, registri presenze digitalizzati, certificati, documenti di consegna attrezzature. Ogni documento va nominato con una convenzione coerente (es. 'corso-docenti-base-registro-sessione-01') per facilitare il reperimento in fase di caricamento su Scuola Futura.
La rendicontazione finale avviene su Scuola Futura: si caricano tutti i documenti, si inseriscono i dati di spesa e si invia il report finale entro le scadenze PNRR (tipicamente settembre-ottobre 2026 per le attività avviate in primavera). Un referente interno dedicato al progetto, che ha tenuto tutto in ordine durante le attività, rende questa fase relativamente semplice. Senza questo ordine, la rendicontazione può diventare un'emergenza.